matteoprocaccioli

Matteo Procaccioli nasce a Jesi nel 1983. In seguito a una formazione artistica, da circa dieci anni, lavora con la fotografia. La sua ricerca, focalizzata sul tema del paesaggio urbano e non, si propone di cogliere il “tra”, il complesso momento di passaggio fra tradizione, storia e contemporaneità. Nei suoi lavori l’uomo è fisicamente assente, presente soltanto attraverso la testimonianza del suo passaggio nei vuoti sconfinati dei paesaggi silenziosi che li contraddistinguono. Non vi sono narrazioni, trame da scoprire, solo atmosfere dalle quali essere avvolti, coinvolti per essere trascinati all’interno dell’immagine. Nelle sue opere il tempo è sospeso, le diverse situazioni spaziali sono volutamente irriconoscibili, prive di riferimenti a situazioni precise.
I suoi lavori nascono da un’elaborazione che coniuga tecniche tradizionali e innovative. La registrazione del reale è un punto di partenza obbligato per giungere all’opera finita, frutto di un cammino articolato, in cui l’artista opera fisicamente sulla matericità dell’immagine.
Procaccioli, con punti di osservazioni diversi, che vanno dalla ricerca di verticalità, con riprese dal basso di maestose skyline cittadine alle visioni di città, fotografate a volo di uccello nel loro contesto naturale, pone le basi per una riconsiderazione del rapporto tra le strutture, lo spazio e la natura, la cui assenza, come nel caso dell’uomo, è un eloquente rimando alla sua imprescindibile presenza.

 

Matteo Procaccioli was born in Jesi in 1983. Following nearly a decade of artistic training, he works with photography. His research is focused on the theme of urban and non-urban landscapes, and seeks to capture the “between”, the complex moment of transition between the traditional, the historical and the contemporary. In his work, the man is physically absent, present only through the testimony of his passage through the endless voids of the silent landscapes that distinguish them. They are not stories, or plots to discover; only atmosphere that enfolds the observer, that transports the viewer into the image. In his work, time is suspended; the various spatial scenarios are deliberately unrecognizable, with no reference to precise situations. His work results from processing that combines traditional and innovative techniques. The documentation of reality is the first critical step to the finished product, the result of an articulated path in which the artist physically works on the materiality of the image. 
With different points of view ranging from the search for verticality, through low angle shots of the majestic city skyline, to bird’s eye visions of the city in its natural context, Procaccioli sets the stage for a reconsideration of the relationship between structures, space and nature, the absence of which, as in the case of man, is an eloquent reference to its inescapable presence.