matteoprocaccioli

Microcities

Microcities – Chorus

Opening 14 febbraio 2017 dalle ore 18.30

dal 15 febbraio al 3 aprile 2017
Chorus
– via Della Conciliazione 4 Roma

 Microcities di Matteo Procaccioli

Microcities, è il più recente ciclo di lavori di Procaccioli, *un progetto ambizioso e seriale, che guarda il paesaggio, quello delle città, delle campagne, delle periferie, da una visione aerea.  Nell’epoca dei droni, anni luce dall’exploit di un Nadar ottocentesco e distante dai banchi ottici agganciati a piccioni viaggiatori o aquiloni, Procaccioli mostra una prospettiva oramai familiare ma che conserva i contorni romantici di un viaggio in mongolfiera. Siamo abituati a Google Maps, alle visioni satellitari e al volo, eppure questi paesaggi dalle sfumature pittoriche, alla maniera di Mario Giacomelli, presentano forme e segni che si astraggono fino quasi a far scomparire l’identità di ogni scatto e risultare finzioni, maquette, still-life costruiti in studio o post prodotti. Microcities è un atlante aereo, il primo a muoversi come un moderno global trotter, dalla Pianura Padana al Cairo, dalle campagne francesi a Casablanca, dalle regioni desertiche di Iran e Iraq ai campi da golf del centro Italia, da Napoli a Miami, da Shenzhen a Dubai, passando per Roma, Hong Kong e la periferia di Madrid. Non esiste città ideale, non esiste differenza, non esiste localismo. Il soggetto qui è il silenzio e il vuoto di micropaesaggi dove il segno dell’uomo svanisce: le case, le architetture, i fiumi, gli argini o i monti, non c’è natura o urbanizzazione, non c’è tecnologia e progresso. Ci sono curve, linee, punti, forme geometriche e infinite, ripetizioni di colore, di chiari e scuri, disegnati su un planisfero indagato in lungo e in largo. Da quella prospettiva il mondo si fa piccolo, è una raccolta al microscopio del tessuto che il progresso ha disegnato sulla sua superficie. (*testo di Luca Beatrice)

I suoi lavori nascono da un’elaborazione che coniuga tecniche tradizionali e innovative. La registrazione del reale è un punto di partenza obbligato per giungere all’opera finita, frutto di un cammino articolato, in cui l’artista opera fisicamente sulla matericità dell’immagine. Nelle Microcities ad esempio si uniscono tra loro i paradigmi propri del mezzo fotografico dell’era 2.0 come il rapporto naturale vs. artificiale, l’utilizzo delle tecnologie, l’evoluzione del ruolo di fotografo e la cura dell’immagine visiva.